Il mondo dei fiori è della Natura preziosa essenza, rigenerante ed elegante. I “Fiori di Bach” ne esaltano anche la loro “Intelligenza”, poiché intervengono dove possono, dove serve ed in modo “sottile”. I “Fiori di Bach” ci donano alcune delle loro specifiche naturali qualità (forza, tenacia, resistenza, resilienza, flessibilità, delicatezza, sostegno, arrendevolezza, pace, serenità, gioia, amorevolezza, …), per riportare armonia nella nostra esistenza, quando se ne ha bisogno.

Indicazioni

I FdB tendono a riportare lo stato emozionale in riequilibrio, come per le seguenti problematiche: irritabilità, ansia, nervosità, rabbia, frustrazione, apatia, impazienza, sfiducia, insicurezza, tristezza, noia, paure, egocentrismo, disturbi del sonno e dell’alimentazione, del tratto gastrointestinale, del ciclo mestruale, menopausa, andropausa, di mal di testa ed emicrania nelle varie forme e diversi disturbi neurovegetativi.

Scopi terapeutici

“L’atto terapeutico”, è un accordo armonioso tra l’istanza scientifica e quella spirituale. Aconfessionale, non necessariamente appartenente ad un credo religioso specifico, ma come atto di puro spirito, di presenza all’essenza dell’essere e che “Mira al riequilibrio energetico, non al contrasto di un sintomo”, che anzi serve come “campanello d’allarme”.

Come agiscono

“Non contrastare o sopprimere, ma sviluppare la qualità opposta”
38 Fiori selvatici considerati nella loro “valenza vibratoria”, che interviene su un piano cosiddetto, “sottile”.
Cosa sia e come funzioni la floriterapia di Bach si può meglio comprendere per esempio attraverso la fisica quantistica (1) o se, se ne valutano gli effetti in una visione d’insieme (olistica) e bioenergetica (2) dell’essere.

  1. Secondo la fisica dei quanti (Carlo Rubbia 1934, premio Nobel per la fisica nel 1984) la materia ubbidisce a forze energetiche ed è essa stessa energia compressa, o comunque, una sua espressione. Ciò che non vediamo (energia) è decisamente più importante di ciò che vediamo (materia) e che anzi, la produce. Ciò che noi vediamo e tocchiamo può essere un limite molto forte, se non ci soffermiamo su ciò che “sentiamo”, poiché proprio quella è la parte davvero più “tangibile” della nostra energia personale.
  2. In una visione olistica e bioenergetica ogni organismo ha un suo campo di risonanza e una struttura vibrazionale propria, all’interno della quale si incontrano le frequenze e possono quindi verificarsi distorsioni o alterazioni, causate per esempio da forti emozioni come: paura, frustrazione, rabbia, solitudine, ansia, invidia, impazienza, insoddisfazione e molte altre ancora.

Trasferendo questi concetti ai Fiori di Bach, si può quindi senz’altro affermare che “In essi si trovino immagazzinate forze energetiche di interazione”. Attraverso l’assunzione delle essenze dei Fiori di Bach vengono introdotte nell’organismo strutture energetiche, che gli consentono di entrare in risonanza con i particolari aspetti energetici di quel certo fiore e reintegrarne con intelligenza quei i suoi aspetti vantaggiosi, per riorientarsi così verso l’armonia ed il riequilibrio – senza contrastare, ma sviluppando la qualità opposta.

Scoperta e sviluppo

La floriterapia di Bach è una forma di terapia scoperta, affinata ed adottata all’inizio del XX secolo dal medico inglese Edward Bach (1886-1936). I suoi 38 Fiori derivano da piante selvatiche.

Secondo Bach, esiste uno stretto legame tra il manifestarsi di un male e la presenza di un doloroso squilibrio emozionale del paziente. Del resto a ben vedere nel suo tempo si sviluppa la psicoanalisi, con Freud (Sigmund: 1856-1939) ed i suoi allievi, tra cui Jung (Gustav: 1875-1961), per citarne due tra i suoi più famosi antesignani.

Edward Bach nasce in un villaggio inglese il 24 settembre 1886.

Colpito da una malattia del sangue, muore serenamente nel sonno il 27 novembre 1936.

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